OMELIA II DOMENICA DI AVVENTO

Anno B LETTURE: Is 40,1-5.9-11; Sal 84; 2 Pt 3,8-14; Mc 1,1-8

 

 

“Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.”.  Questa promessa è scritta nel nostro cuore e noi, coscienti o incoscienti la cerchiamo in ogni scelta della nostra vita.

 

Dio viene perché nessuno in questa ricerca possa essere ingannato. Dio viene per insegnarci a giudicare le scelte della vita, portando con sé la forza del Suo Spirito: “ egli vi battezzerà in Spirito Santo». Forza che ci renderà capaci di rendere stabili questi giudizi, inizio di vita nuova, albore di quella che aspettiamo per sempre.

 

La figura di Giovanni Battista con la forza della Sua predicazione e la testimonianza della Sua vita è lì per insegnarci questo lavoro di giudizio. La folla accorre perché s’accorge che ha di fronte un Testimone, si paragona con Lui e pone un gesto che prepara il cuore alla grazia della vita nuova che “Colui che  viene dopo di me” renderà possibile.

 

«L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni». Questa famosa frase di Paolo VI è sempre attuale, oggi più che mai.   I nuovi Giovanni Battista, i nostri Santi di ieri e di oggi, Dio ce li mette accanto perché diventi impossibile smarrirsi, perché diventi facile “vedere” dove stanno i comportamenti che ci portano a dire: “è possibile quanto il cuore attende! Vorrei essere come loro” e a mendicarli perché lo Spirito dia concretezza a quel capolavoro di cui parlava Isaia domenica scorsa. “7Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi siamo opera delle tue mani.”

Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Confessare i propri peccati, gridare forte che Dio è Buono e non ci lascia, se lo desideriamo, nel nostro male. Anche oggi la prima lettura è un inno a questa bontà. Ritornano cari i temi del Dio che viene portando con sé i suoi doni, ma soprattutto la sua Presenza. Gerusalemme ha capito il suo male, quello per cui è andata in esilio a Babilonia. Ora può tornare, nel giudizio sul proprio male e con la grazia del proprio Dio si può ricominciare  e non solo, ma portare a compimento l’opera che Dio aveva iniziata nei tempi antichi.

 

 

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