OMELIA XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 

 

Anno A LETTURE: Ger 20, 10-13; Sal 68; Rm 5,12-15; Mt 10,26-33

Riprendiamo il tempo ordinario subito richiamati da una condizione “ineliminabile” (hanno
perseguitato me , perseguiteranno anche voi) che accompagna quella testimonianza
Cristiana che ci è stata affidata nella Pentecoste, nel dono del Battesimo: la persecuzione,

che potrà tutto, ma mai la distruzione del nostro vero “io”.

Che sia vero questo binomio: Annuncio/Persecuzione, basta guardarsi attorno: Anche nei
cosi detti paesi “liberi” e “democratici” come i nostri, non manca: più subdola, ma reale
tant’è che è diventato normale per i più, purtroppo Battezzati, “Non riconoscere Cristo
davanti agli uomini,”, racchiudendo quella che si chiama “fede” nel privato. Un privato così
privato che non emerge più neppure nei rapporti più intimi, quelli familiari, quelli educativi
verso i figli, o verso le persone a cui esplicitamente siamo mandati (vedi sacramento del

matrimonio).

Oggi, anche tra noi cristiani è di moda il “politicamente corretto”, dove la verità è relativa
alla situazione che mi sta davanti (relativismo), dove spesso arriviamo a mettere in dubbio
ogni verità ricevuta dalla tradizione come un retaggio del passato. Attenti! la “Verità” non è
una affermazione semplicemente giusta, è un modo di concepirci, è un modo di
esprimersi, è un modo di costruire la propria esistenza personale e di gruppo.
Questa denuncia rimane sterile se non è accompagnata da una proposta positiva: San
Paolo oggi parla di “grazia” che ci è stata data in abbondanza per vincere il “peccato”, la
menzogna: La “Grazia” è la forza che ci è data per vincere la nostra titubanza, La “Grazia”
è la forza che ci fa ricercare quel vero, che nasce dalla Parola di Dio, La “Grazia” è quella
forza che ci fa capaci di un giudizio che ci mette di fronte all’evidenza di ciò che
veramente desidera il cuore. La “Grazia” è quella forza che lo Spirito ci dona per vincere
quel rispetto umano che ci fa sentire inferiori proprio “perché Cristiani”, che ci rende

capaci di “Rendere ragione della speranza che è in noi” (PT)

“La Grazia”, come dice la parola stessa è un dono gratuito che va desiderato, che va
cercato, è Cristo, vivo e presente nel mistero della Chiesa, che ci è stato “ concesso in

grazia del solo uomo Gesù Cristo,… in abbondanza su tutti. “

Essere Cristiani, oggi, come in ogni altra epoca non è mai stato facile, necessita spesso di
andare contro corrente e di non “annacquare” il messaggio di Cristo ad un semplice
“Vogliamoci bene” privo di contenuti, perché privo del vero desiderio che fa amare l’altro

quello che incontri Cristo, la verità dell’uomo, la verità del suo cuore.

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