OMELIA VI DOMENICA DI PASQUA

LETTURE: At 8,5-8.14-17; Sal 65; 1 Pt 3,15-18; Gv 14,15-21

 

La Pasqua è il tempo dello Spirito Santo, nel cinquantesimo giorno, Pentecoste, lo celebreremo con particolare gratitudine, ma sin dal primo giorno in cui Gesù apparendo risorto ai suoi “ dona lo Spirito”, è Lui l’Attore di ogni esperienza vera.  Colui che aveva generato Cristo nel seno della Vergine Maria, ora lo sta generando, ogni giorno, nel Suo Corpo che è la Chiesa, che è il Cristo risorto, oggi,  che passa in mezzo agli uomini, sanando ogni male e beneficando.

Questa Comunione profonda, nata dal Battesimo,  Noi e lo Spirito, Noi membra vive del Corpo di Cristo, è l’esperienza che ci apre all’Amore, l’unico vero Amore, quello che salva noi: ci fa essere quello che dovremmo essere, e al mondo, attraverso noi, offre ciò che veramente salva.

L?Amore vero non è un sentimento, è qualcosa che ci precede, che ci è dato, che va accolto, è la natura stessa di Dio: (tutta la vita sacramentale, dunque che ci unisce a Lui) e che noi dilatiamo al mondo nella Missione.

La Missione è la certezza dell’Amore di Gesù che ci ha raggiunto e che ci costituisce, e che come ogni amore, nella sua fecondità raggiunge poi il mondo intero:: San Pietro oggi nella sua lettera esprime questo dicendo: “adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.” E proprio perché esperienza d’amore, la Missione è fatta: “con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza,” No proselitismo, direbbe il Papa.

Mentre in questi giorni dovrebbe iniziare la novena dello Spirito Santo:, è importante una piccola riflessione su di Esso: si ha quasi l’impressione parlando con qualche cristiano che Egli si riduca ad una Forza astratta che interviene dall’alto quando e come crede, a modificare le cose, per cui bisogna “invocarlo” perché intervenga. Certo “invocarlo” non perché arrivi fuori di noi e “agisca”, ma perché entri in noi e “con noi agisca”. Questo è il mistero dell’Incarnazione che continua nel tempo:  Lo Spirito in Gesù duemila anni fa, Lo Spirito in noi, Carne di Gesù risorto, oggi.

Chiedere lo Spirito, è chiedere la nostra conversione, è chiedere di riconoscerlo in noi e nelle provocazioni che ci mette accanto per diventare noi, oggi, le mani, la voce, il cuore di Cristo risorto vivente e operante, per la salvezza del mondo.

“Vene Sancte Spiritus, Veni per Mariam” ha invocato per secoli la Chiesa. Per Maria, l’esempio concreto di accoglienza di questo dono sino a generare Cristo  stesso al mondo.

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