OMELIA I DOMENICA DI QUARESIMA – A   (Domenica della Tentazione)

LETTURE: Gn 2, 7-9; 3, 1-7; Sal 50; Rm 5, 12-19; Mt 4, 1-11

Iniziando Mercoledì scorso la quaresima, prendendo a prestito le parole di San Paolo, la liturgia ha voluto sottolineare con forza la grande grazia che potrà accaderci se prenderemo a cuore questo tempo “Sacramentale”. Per questo, in obbedienza alla tradizione della Chiesa che propone a tutti i suoi membri un itinerario preciso nella “riscoperta del proprio Battesimo” daremo corpo a queste quattro parole

ASCOLTO, PREGHIERA, DIGIUNO, CARITA’

Ecco di nuovo le parole di Paolo: “Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti:
«Al momento favorevole ti ho esaudito
e nel giorno della salvezza ti ho soccorso».
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! 

E’ un cammino comunitario, Come Chiesa, vogliamo riscoprire la nostra vocazione, come Chiesa vogliamo porre alcuni gesti.  Come Chiesa vogliamo contemplare per ringraziare  la sorgente di quella vita nuova che abbiamo ricevuto: la morte e la resurrezione di Cristo, e per annunciarla al mondo intero, come primo gesto d’Amore ai nostri fratelli uomini.

Come chiesa: riscoprirci insieme, per sostenerci insieme. I fratelli nella fede sono il primo segno sacramentale, da soli siamo destinati al fallimento: la prima lettura ne è un segno evidente: il peccato nasce dalla nostra pretesa di “gestire” egoisticamente i doni ricevuti. Dio ci ha creati “grandi come Lui”, ma una grandezza resta tale nella misura in cui vive la comunione con Lui, e oggi, con il segno che rende incontrabile Lui, La chiesa.

Insieme siamo invitati a metterci in ascolto, senza questa preoccupazione anche la Parola di Dio può essere fraintesa. Gesù è tentato proprio con la parola della Scrittura, che Egli sa smascherare, perché, in quel momento, è parola che allontana dalla vocazione a cui il Padre lo sta chiamando.  Il Demonio è colui che “divide” e quando tenta lo fa con l’intelligenza di chi vuol realizzare questa divisione, ci tenta per farci fare del bene ma un bene che non c’entra con la nostra vocazione, che ci distoglie dal costruire qui ed ora il progetto che Dio ha su di noi. Ci fa sentire “bravi” mentre ci distoglie da ciò che è per noi in quel momento è l’essenziale, quello che il progetto Battesimale chiede a me.

Insieme siamo chiamati a pregare, anche la preghiera vissuta nel nascondimento della nostra piccola “stanza” deve respirare e deve esprimersi con la coscienza di chi ha chiaro quello che deve domandare perché si realizzi ciò che ha ascoltato, per la pienezza di sé e del “Corpo di Cristo”, la chiesa. Ciascuno perché il proprio compito e quello dei fratelli, viva a servizio dell’Amore del Padre

Insieme digiunare, anche nel male siamo insieme, il peccato di ognuno è ostacolo all’altro: riconoscerlo insieme e gridare insieme, certo con una coscienza personale del proprio limite, alla misericordia del Padre.Allora la Carità sarà quella vita nuova, che insieme, si riconosce come il frutto di obbedienza, una Carità che proprio per questo potrà dilatarsi al mondo e insieme testimoniata nell’abbraccio del suo bisogno. Si sottolineava domenica scorsa:                      

” Sapranno che siete miei discepoli dall’amore che avrete gli uni per gli altri”

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

I commenti sono chiusi.