OMELIA I DOMENICA DI AVVENTO  

Anno C
LETTURE: Ger 33,14-16; Sal 24; 1 Ts 3,12-4,2; Lc 21,25-28,34-36

 

“Quando cominceranno ad accadere queste cose,

risol­levatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.”

 

Inizia un nuovo anno liturgico, l’evangelista Luca ci accompagnerà in questa nuova avventura. Un’occasione non per ripetersi ma per andare più a fondo nell’esperienza cristiana che sostiene e da consistenza al nostro quotidiano.

 

Avvento, attesa di che…?

Se riflettiamo bene l’uomo stesso può essere definito “attesa”

Attesa di compimento, attesa di felicità, attesa di senso per cui valga la pena vivere, Attesa…  Accorgersi di questo e impostare bene la domanda che nasce dal cuore diventa fondamentale per verificare poi le possibili risposte.

Avvento tempo, dunque per educare le nostre domande in un mondo che non se le pone più e, peggio si accontenta. Quanta pubblicità abbiamo attorno che confeziona ad arte le domande e offre contemporaneamente a favore del “potere” di qualsiasi tipo esso sia,  le possibili risposte. Smascherare, dare un giudizio… per ritornare “uomini”. Ci ricorda il Vangelo odierno: “State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita… “

 

Le domande vere sono facilitate nei momenti drammatici della vita: Davanti al dolore di qualsiasi tipo, di fronte alla morte di un proprio caro non si può rimanere indifferenti o peggio sentimentali, è necessario un lavoro serio per non essere schiacciati. Il mondo ci propone una strada, dimenticare, alienare dalla vita il problema, continuare a vivere pensando ad altro… Ma questo non è sempre possibile soprattutto quando gli avvenimenti ci toccano di persona.

 

Il brano dell’Evangelista Luca ci offre oggi la descrizione di una realtà drammatica: “«Vi saran­no segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le po­tenze dei cieli infatti saranno sconvolte.” Frasi forti che non è difficile rileggere ridando ad esse il volto dei fatti odierni di cui è pieno il telegiornale.  La catastrofe ecologica, le drammatiche immagini delle migrazioni, i fondamentalismi di tutti i tipi giustificati dalle ideologie anche religiose, i femminicidi, i tanti incidenti mortali sul lavoro, i giovani allo sbando, la baby gang…. Le famiglie che si sfasciano… la pandemia, la povertà economica e morale che avanza a dispetto di un mondo che sempre più crede di essere sulla strada delle vere conquiste affermando e promuovendo i così detti diritti individuati…

 

Ebbene, di fronte a tutto questo qual è la risposta che offre la liturgia di oggi?  “Quando cominceranno ad accadere queste cose, risol­levatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.”

Alzate il capo, non sentitevi arresi, la risposta che cercate c’è, è vicina. “In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia.”

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