OMELIA IV DOMENICA DI QUARESIMA

Anno B

LETTURE: 2 Cr 36,14-16.19-23; Sal 136; Ef 2,4-10; Gv 3,14-21

 

“Rallegrati Gerusalemme”, il lavoro quaresimale fa intravedere il risultato che non può che rallegrare. Dio castiga non per schiacciare ma per correggere, l’ultima parola è sempre la misericordia, la rinascita.

Guardando all’esperienza di Israele, ma soprattutto oggi alla nostra, come non gioire per la concretezza di frasi che ci vengono riannunciate: “ Dio, ricco di Misericordia…..” “Dio ha tanto amato il mondo…”, come non commuoversi…

Ma la commozione non è un semplice sentimento è un muoversi insieme a questo amore che non ha paura della Croce perché nessuno si perda. Lasciarsi coinvolgere perché la Grazia che la Pasqua ci sta per donare illumini di luce nuova la nostra vita e la renda redenta, umana..

La figura di Nicodemo è l’esempio dell’uomo che non sta tranquillo e cerca, soprattutto di notte, nella notte della vita della difficoltà del peccato, va in cerca di chi intuisce esserne la risposta…e per lui nascerà un nuovo giorno.

Tutto il cammino della quaresima se non sfocia nei sacramenti Pasquali, è come se rimanesse senza l’abbraccio di cui sentiamo di aver bisogno in momenti di fatica per ricominciare con la certezza che tutto è possibile, anche il nostro cambiamento.

Fermiamoci oggi, facciamo calare dentro di noi le parole ascoltate: Silenzio e stupore…il resto verrà da sè.

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