OMELIA III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno B)

LETTURE: Gio 3,1-5.10; Sal 24; 1 Cor 7,29-31; Mc 1,14-20

 

C’è un invito di Paolo forte e ripetuto, “Il tempo si è fatto breve”, non perdiamoci nei particolari ma andiamo all’essenziale: Tutto passa solo Lui è.

C’ è un invito di Gesù anch’esso forte e preciso “Il tempo è compiuto”, quello che è importante c’è, non c’è da cercare altrove, è qui: poggiate la vostra costruzione su di Lui

La risposta di chi l’ho ha incontrato e sperimentato affascinante è “subito” lasciarono tutto e lo seguirono. E gli abitanti di Ninive  alla predicazione di Giona “subito”cedettero e posero gesti concreti per affermarlo sin da meravigliare lo stesso profeta…

L’esperienza Cristiana è certo un cammino, ma che presuppone un centro da cui tutto parte. Non è una questione morale prima di tutto, ma di chiarezza di intenti. Si può sbagliare, ma dentro questo sguardo il dolore e il desiderio di quell’Unico, come l’unico bene fa riprendere subito, anzi fa riprendere con una consapevolezza più grande che senza di Lui, noi  siamo niente. E’ la storia del tradimento di Pietro che può dopo poche ore dire senza menzogna “Tu lo sai che ti voglio bene…e… più di tutti gli altri”.

Del resto si può giudicare una esperienza se abbracciata interamente, le mezze misure non dicono nulla, anzi spesso ingannano. Anche qui è la vita  che lo conferma. Tanto nostro cristianesimo non affascina più neppure chi si dice credente, non è più missionario, perché vissuto parzialmente, ridotto a valori e ad etica..e non, al contrario, esperienza di innamoramento.

“Dio vide le loro opere buone e si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece”

La vita buona è la dilatazione di quella misericordia che Dio usa nei nostri confronti, quando, riconoscendo la nostra malvagità, noi ci immergiamo in essa, ritenendola l’unica esperienza che conviene.

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