OMELIA XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Anno A

LETTURE: 1 Re 3,5.7-12; Sal 118; Rm 8,28-30; Mt 13,44-52

 

Ancora Parabole, ancora l’invito ad un lavoro che coinvolga la nostra libertà.

Se dovessimo leggere il Vangelo alla luce della prima lettura potremmo dire che il tesoro nascosto, la perla preziosa, la capacità  di giudizio davanti ad ogni pesca abbondante è la Sapienza che Salomone chiede a Dio come regalo per ben governare il suo popolo.

Quelle cose antiche e nuove che il buon scriba estrae dal suo Tesoro.

Cosa è la Sapienza?

Non è un semplice “sapere le cose” ad appannaggio di chi ha le capacità e i mezzi per studiare, ma l’esperienza dell’uomo appassionato che cerca di capire come tutto ciò che incontra, vive, sperimenta, centri con il suo cuore, con il suo desiderio di felicità. E’ quella capacità che unisce l’agire umano e lo indirizza verso quell’Ideale che fa grande  la propria vita. Per il Cristiano, Cristo.

Si può conoscere tutta l’Enciclopedia e non essere sapienti.

Si può saper appena leggere e scrivere ed essere veri sapienti. Pensiamo alla saggezza dei nostri antenati che poco avevano fatto di scuola, ma sapevano dare giudizi veri, capaci di dare un senso a tutto, capace di dare un contenuto alla vita

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