OMELIA XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Anno C   LETTURE: Ger 38,4-6.8-10; Sal 39; Eb 12,1-4; Lc 12,49-57

“Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato.”  Ammonisce l’autore della lettera agli Ebrei, ricordando realisticamente a ciascuno di noi che l’esperienza per la Verità, quella che si contrappone al peccato, che è per definizione “menzogna”, è una “lotta” contro “i Principati e le Potestà”. “Vita Christiana militia est”, dicevano i Padri e, ai tanti di noi che si preparavano alla Cresima veniva ricordato che con quel Sacramento si diventava “soldati di Cristo”
In un tempo in cui si sottolinea spesso la dimensione dell’andar d’accordo “ad ogni costo” come apice del Cristianesimo, ribadire, affermare e testimoniare la Verità “senza ma e senza sconti”, è da considerarsi il gesto più grande dell’Amore. Certo, nel rispetto della libertà di chi ci sta davanti, nella pazienza ai tempi di ciascuno, ma nello stesso tempo senza dimenticare il fine per cui Dio ci ha messo insieme “ essere l’uno l’aiuto all’altro al vero, al buono, al bello”.
Il Cristianesimo non è una Ideologia, Verità e Amore non sono sentimenti, non definizioni filosofiche, ma una Persona Gesù Cristo: Accoglierla e costruirvi un rapporto esistenziale per la vita, presuppone il coraggio di chi non mortifica a proprio uso e consumo la persona “amata”, ma la rispetta in tutta la Sua vera identità anche quando questo rapporto o la sua stessa presenza, possono diventare faticosi o scomodi.
La più alta forma di questa testimonianza è il martirio, dove si preferisce dare la vita per affermare questo rapporto che ci costituisce, piuttosto che barattarlo con altro.La prima lettura ci ricorda che il potere, anche religioso, non tollera mai chi pone in discussione il suo primato. La logica conseguenza è la persecuzione sino all’eliminazione, anche fisica, del soggetto scomodo.
Il Vangelo ci riporta invece ad una “lotta”, molto più vicina alla nostra esperienza quotidiana: addirittura quella vissuta nell’ambito familiare. Quanti silenzi per il quieto vivere, quanti accomodamenti perché ormai “tutti fanno così”. Situazioni che accettano compromessi  e divisioni tra padri e madri, tra Genitori e Figli, tra fratelli e fratelli.  Certo, l’amore non può “pretendere”, ma deve comunque “desiderare” la Verità di certi comportamenti: Chi ama è accanto all’altro, chiunque esso sia, traducendo questo “desiderio” in testimonianza, in pazienza, in misericordia, in attesa dei passi che rispettano i tempi di ciascuno …  attento ad ogni occasione propizia, ad ogni momento opportuno, perché tutto possa volgere al compimento delle cose. Dio non farà mancare i risultati a chi, questo “desiderio”, lo traduce in offerta, a chi cambia la difficoltà che sperimenta e spesso opprime, in preghiera …
Anche questa è una “lotta” che chiede le armi giuste, che nasce e si combatte per il vero Amore, Ogni altro atteggiamento, che spesso definiamo “a fin di bene” è “tradimento” della Verità, della pienezza dell’umano di chi ci sta accanto.

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